Un piede sensibile

Stanotte, come a volte mi succede negli ultimi tempi, ho dormito poco e male: il dolore mi suona la sveglia in orari impossibili e non serve a nulla cercare una posizione decente per ricominciare a dormire..

Mi dico pazienza, passerà, e, quando sarà tutto finito, e ripenserò a questi giorni ci riderò sopra.

Ma oggi mi sento nel complesso un po’ pesante e di cattivo umore ed ho deciso di raccontare dei trattamenti di cui il mio piede necessita per tornare alla sensibilità normale. Così, tanto per sfogarmi un po’ ed anche perchè un domani sarà divertente rileggere da sana di quando ero in questa situazione..

Ecco cosa mi sta succedendo: sono costretta ad usare le stampelle da circa un mese e per tre settimane non ho potuto poggiare il piede sinistro per terra. In questi casi puo’ succedere che il piede in questione si dimentichi di essere un piede e cominci a pensare di essere un’altra parte del corpo, con una sensibilità di gran lunga maggiore. Bene, voi potreste chiedermi: embè?? Il risultato è questo: appena provo a poggiare il piede a terra, e caricarci un po’ di peso del corpo, sento delle fitte lancinanti, migliaia di spilli mi trafiggono la pianta dove mi sembra di aver avuto delle martellate ed essere piena di lividi. Insomma una simpatica esperienza che fa da corredo a quella principale dell’operazione!

Per risolvere il problema della sensibilizzazione a quali trattamenti mi devo sottoporre? Ora ve lo racconto:

1. caldo freddo.

Prendere due bacinelle, una con acqua ghiacciata, non per modo di dire, per davvero, cioè acqua freddissima con ghiaccio dentro, ed una con acqua calda. Immergere alternativamente per un minuto intero il povero piede, cominciando e finendo con il freddo. Per un totale di cinque minuti.

Freddo. Il primo impatto è sempre un’emozione indimenticabile e nuova tutte le volte, dopo qualche attimo sembra di avere uno scarponcino di ghiaccio che diventa ogni secondo più stretto, soprattutto nel tallone.

Caldo. A questo punto si potrebbe pensare: bene, ora un po’ di caldino, che bello!

Sbagliato.

Appena la pelle entra a contatto con l’acqua milioni di spilli la trafiggono, il dolore arriva fino in testa, tanto che mi fa rimpiangere per un attimo la bacinella precedente. E poi si resiste per tutto il minuto in questa situazione. E così di seguito. Freddo. Caldo. Freddo. Ad onor del vero devo confessare che gli ultimi due passaggi si sentono meno dei primi, non so se a causa dello sfinimento o per altri motivi..

2. crema idratante.

Dopo aver asciugato la povera estremità, le tocca un bel massaggio di tre minuti con la crema idratante. Sembra bello da sentire così. Invece anche lo sfioramento leggero delle dita fa veder le stelle!

3. titillamento con cotone

Questa è la cosa che si sopporta meglio. Per tre minuti il piede viene sfiorato con un batuffolone di cotone che è un po’ diverso da quello in commercio, un po’ più ruvido, ma comunque abbastanza soffice per i miei gusti. Deo Gratias!!

4. pallina da tennis

Anche questi tre minuti sono pesantucci, e ..no, non serve la racchetta!! La pallina da tennis va fatta rotolare su tutto l’ormai famoso piede, ed al contatto si scatenano gli aghi e la sensazione di livido.

Sembra proprio che, invece di avere accanto un essere umano che la poggia dolcemente, si stia occupando dell’operazione l’incredibile Hulk arrabbiato.

5. ciliegina

Anzi solo noccioli senza cilegia: per l’ultimo trattamento bisogna tenere in congelatore un cuscinetto imbottito con i noccioli di ciliegia (l’ho comprato in erboristeria) e per tre minuti tenerci sopra la pianta del piede facendola aderire ben bene ai simpatici noccetti congelati. Anche qui spille e scossettine elettriche a go go.

6. fine

Alla fine una bella passeggiata a piedi nudi per casa, dalla zona notte sul parquet alla zona giorno sul cotto, e viceversa.

Bene, tutto ciò per due volte al giorno, mattina e pomeriggio. E’ solo da due settimane che pratico, e ne avrò ancora per un bel pezzo.

E adesso che mi sono sfogata mi sento già meglio e sono pronta (più o meno) per affrontare tutto di nuovo per la seconda volta in questa giornata! Evvai!

G.

Informazioni su spiaggepiubelle

Greta e Cico si sono conosciuti tanti anni fa, da amici si sono poi scoperti innamorati e condividono la vita da circa sette anni. Due mondi diversi che si sono incontrati e che si scelgono tutti i giorni. Per Adesso. Tuffatevi nel mare blu delle loro emozioni. Qui troverete la raccolta quasi quotidiana delle avventure e disavventure di due Sognatori.
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