Stampelle

Questa mattina ho il secondo controllo in ospedale, esco di casa dopo un mese e mezzo circa.

Sarà un po’ dura fare le scale, ma abito solo al primo piano, so che posso farcela, ieri ho fatto anche un po’ di pratica sui gradini! La gamba matta scende, la gamba sana sale. Basta andare piano e non farsi prendere dal panico..

Il primario mi farà fare i raggi, mi dirà come sta andando, che movimenti posso fare in più, quanto peso posso caricare sulla gamba, e forse addirittura mi informerà su quando potrò cominciare ad abbandonare una delle due stampelle.

Già, le stampelle, che oggetto vitale per chi si trova nella mia situazione!

Oggi per me stampelle significa libertà.

Vi sembra strano?

Certo, quando si è in piena forma non si pensa mai a quelli che sono gli inconvenienti di chi ha qualche problema fisico. Anch’io, non essendo mai stata operata prima e non avendo avuto grazie a Dio gravi problemi di salute, non ho mai pensato a quanto può essere frustrante per esempio avere una gamba fuori gioco.

I primi due giorni dopo l’intervento sono rimasta ferma immobile nel letto, una mummia.

Solo il terzo giorno mi hanno spiegato come usare le stampelle senza poggiare il piede dell’anca operata. In teoria tutto facile. Per fortuna quando sono stata dimessa, per uscire dall’ospedale e raggiungere la macchina, mi hanno portato una bellissima sedia a rotelle ..e come mi vergognavo lì sopra, mi sentivo un’indegna privilegiata, io comoda (si fa per dire) in poltrona e tutti gli altri a piedi..

Vi è mai capitato di vedere delle persone sulle stampelle? Sembrano così a loro agio, soprattutto i ragazzi, così disinvolti..

In effetti, a vederle da lontano, le stampelle non sembrano tanto difficili da usare. Ed era quello che pensavo prima di provarle.

In realtà, comincio ad abituarmi al loro sostegno solo da pochi giorni, in tutto questo tempo mi sono state alleate sì, ma così tanto complicate per me che, più che sostenermi, mi trascinavo. Tutta spostata in avanti, via come una lumaca stanca che porta due case, insicura al massimo guardavo i miei piedi invece che davanti a me. Uno spettacolo! Rischiavo di cadere ad ogni passo o simil-passo.

In più, dopo soltanto tre settimane in cui non ho potuto appoggiare il piede dell’anca operata, il mio cervello aveva dimenticato completamente lo schema del passo. Insomma, non sapevo più come si fa a camminare!!

Un automatismo al quale non pensiamo mai: mentre camminiamo possiamo parlare, ascoltare musica, guardare le vetrine, concentrarci su molte altre cose. Io invece, per molti giorni, mi sono concentrata solo a poggiare al rallentatore prima il tallone senza piegare il ginocchio, poi il resto del piede, poi piegare il ginocchio ed infine tirare su dando un po’ di spinta mentre stacco le dita. Facile vero?

Bene, è il momento, non mi resta che prepararmi ed andare!

G.

Informazioni su spiaggepiubelle

Greta e Cico si sono conosciuti tanti anni fa, da amici si sono poi scoperti innamorati e condividono la vita da circa sette anni. Due mondi diversi che si sono incontrati e che si scelgono tutti i giorni. Per Adesso. Tuffatevi nel mare blu delle loro emozioni. Qui troverete la raccolta quasi quotidiana delle avventure e disavventure di due Sognatori.
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