Persa

Mi manca il senso dell’orientamento.

In compenso sono dotata di quello del disorientamento.

Potrei definirmi ‘diversamente stordita’. Certo, perchè il mio è uno stato naturale, non momentaneo come potrebbe esserlo ad esempio per una persona frastornata da una caduta, che ha una temporanea riduzione della lucidità mentale.

Sono piuttosto come un asino in mezzo ai suoni del mercato, che poi quando lo riporti nella stalla è felice.

A piedi non ce la posso fare.

Quando so di dover fare esami o visite negli ospedali, sono terrorizzata già all’idea di fermarmi nell’ingresso allo sportello informazioni.

La cosa non vale per questi ultimi tempi che sono sempre accompagnata. Ma, dicevo, quando vado in ospedale entro nel labirinto, mi addentro in cunicoli senza fine, apro enormi porte di ferro con i maniglioni anti panico, aspettandomi come Alice un mondo diverso dall’altra parte (ma perchè in alcuni ospedali le tengono tutte chiuse? Rischi di fare del male a chi sta arrivando dall’altra parte non vedendolo ed aprendogliela in faccia! Alla mia faccia è capitato.)..

E mi ritrovo nel mezzo dei corridoi a chiedermi ‘dove sarò?’

E poi grazie a Dio c’è sempre qualcuno caritatevole disposto a darti una mano, a venirti in aiuto con una spiegazione più o meno comprensibile, ad accompagnarti fino al reparto.

E cosa succede quando mi capita di dover tornare per una seconda visita nello stesso ambulatorio, dallo stesso medico?

Niente, è sempre come la prima volta.

Non ricordo affatto di aver percorso gli stessi incroci di corridoi, di essere passata già davanti alle stesse stanze, di essermi fermata negli stessi pianerottoli dove si può prendere l’ascensore (attenzione, questo sale solo fino al primo piano, poi bisogna andare nell’altra ala per prendere l’ascensore che va al quarto.. OO). Insomma è esattamente come se non ci fossi mai stata prima. No non scherzo, è la pura verità.

In giro per la città non me la cavo tanto meglio; di città che non conosco non ne parliamo nemmeno.

Ma anche dove abito, e questo lo confesso con fatica, a volte riesco a farmi prendere dal panico.

Tempo fa avevo appuntamento con la Tecnocasa, mai stata prima, non conoscevo la zona (ma questo direte è irrilevante).

Ho cercato l’indirizzo con google, ho stampato la cartina ed una volta arrivata nei paraggi sono scesa dalla macchina e.. mi sono persa.

Una povera creatura smarrita.

Foglio e realtà non combaciavano. Era uno scherzo? Non so. Cosa certa è che, se ho raggiunto l’ufficio, lo devo solo ad un mio amico che abita lì, incontrato per caso mentre faceva la sua corsettina serale.

E mi ha beccata per giunta ferma all’incrocio con il naso dentro la cartina! Io non lo avrei mai visto.. ‘Sbaglio o qui c’è qualcuno che si è perso?’ Non lo avevo nemmeno riconosciuto! E, senza notare il suo tono ironico, nè tantomeno guardarlo bene in faccia, ho cominciato a spiegargli il problema dandogli del lei.

E piena di gratitudine ho fatto cenno di mostrargli il punto sulla cartina, finchè lui non è scoppiato a ridere ed io sono tornata in me.

Che figura, lui è ancora lì che se la ride!

Per il momento vi risparmio quello che mi capita quando sto guidando per andare in posti sconosciuti o simil-conosciuti.

G.

Ps: Se a qualcuno interessa sto seriamente pensando di tenere dei corsi di educazione al disorientamento

Gabbiano

Informazioni su spiaggepiubelle

Greta e Cico si sono conosciuti tanti anni fa, da amici si sono poi scoperti innamorati e condividono la vita da circa sette anni. Due mondi diversi che si sono incontrati e che si scelgono tutti i giorni. Per Adesso. Tuffatevi nel mare blu delle loro emozioni. Qui troverete la raccolta quasi quotidiana delle avventure e disavventure di due Sognatori.
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