Festa del papà

Oggi pomeriggio sono stato ad un funerale.

E’ morto il papà di un mio collega di lavoro.

Aveva 93 anni e si chiamava Aldo.

Il corteo funebre è partito a piedi dalla casa di Aldo, diretto alla chiesa

dove è stata celebrata la funzione.

Io aspettavo davanti alla chiesa.

Nell’omelia il parroco, piuttosto giovane, ha detto che era da tanto tempo che

non gli capitava di accompagnare un corteo funebre.

Si perchè oggi sono rari i casi in cui si muore a casa.

Oggi si muore di più nelle strutture d’accoglienza, negli ospedali purtroppo!

E non si fanno più cortei funebri perchè? Perchè si ha fretta anche al

cospetto della morte.

Queste parole mi hanno fatto riflettere. Che valore ha la nostra vita se la

viviamo ad una velocità tale che non riusciamo più a goderci nulla, non

riusciamo più ad assaporare pienamente la bellezza della vita?

Non facciamo più caso allo scorrere del tempo che porta gli alberi a

ricoprirsi di gemme immacolate, di foglie color smeraldo e poi di colore oro,

fino a ritornare spogli, allegoria della vita umana che compie un ciclo

completo.

Nasciamo senza nulla avere e moriamo allo stesso modo. E allora perchè vivere

come indemoniati, facendoci traviare da tutte quelle voglie materiali che

questa società moderna ci propina dandoci in cambio questa falsa felicità?

Non lo so.

Chi ha la risposta è bravo.

Aldo era un brav’uomo, un uomo all’antica.

Faceva il falegname ed è stato seppellito oggi, festa di San Giuseppe.

Falegname anche lui.

C.

Informazioni su spiaggepiubelle

Greta e Cico si sono conosciuti tanti anni fa, da amici si sono poi scoperti innamorati e condividono la vita da circa sette anni. Due mondi diversi che si sono incontrati e che si scelgono tutti i giorni. Per Adesso. Tuffatevi nel mare blu delle loro emozioni. Qui troverete la raccolta quasi quotidiana delle avventure e disavventure di due Sognatori.
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2 risposte a Festa del papà

  1. pietroatzeni ha detto:

    Credo che un’umanità col ballo di San Vito addosso torni utile a chi sistematicamente sta distruggendo questa società. Se gli uomini corrono non hanno tempo per osservarsi attorno e valutare i cambiamenti che vengono, con allettamenti o come necessità inevitabili, loro imposti. Possiamo illuderci di essere padroni della nostra vita, se non addirittura dei nostri stessi desideri, ma siamo piuttosto foglie spazzate dal vento… Rinunciamo ad essere per avere e senza accorgercene ciò ci precipita nell’anticamera dell’inferno. Ci stanno portando via la luce e la vista dello spirito e noi avvalliamo con la nostra accettazione passiva la nostra cecità. Spero che cambi ma se non cambiamo noi, costringendo questo potere a cambiare rotta, la vedo dura… Un caro saluto. Pietro.

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