Libero

Ho iniziato a lavorare molto presto.

All’età di 15 anni, finita la scuola era uso, nella zona dove abito, mandare a lavorare i ragazzini durante il periodo estivo in ceramica.

In pratica, le ceramiche gestivano la mancanza di personale per ferie con l’assunzione di volenterosi adolescenti ai quali far fare tutti i lavori della catena di produzione.

Probabilmente non sapete nemmeno di cosa sto parlando.

Sassuolo, dove abitiamo io e G. è famosa nel mondo per la produzione di piastrelle smaltate.

Il ciclo produttivo odierno è assolutamente diverso da quello di trent’anni fa!

Allora era tutto manuale.

La mia prima mansione fu queIla di prendere le piastrelle appena uscite dal forno (molte volte ancora bollenti) e di caricarle (a mano) sopra ad un rullo che le portava alla smaltatura.

Poi, visto che, modestamente, ero bravino, mi hanno elevato di “grado” ed ho iniziato a spingere i carrelli pieni di piastrelle dai binari alle linee di scelta, dove le donne attendevano con un uncino in ferro per prelevarle ed inscatolarle!

Il carrello pesava più di una tonnellata!

Chiaramente lo scorrimento sul binario avveniva tramite forza motoria……sì, del sottoscritto che lo doveva spingere con le braccia!

Altri tempi.

Fatto sta che la fine della scuola, e quindi l’inizio dei tre mesi classici di vacanze estive, finì!

E finì anche la mia infanzia.

Dovevo andare a lavorare!

Mi ricordo invece la gioia negli anni precedenti.

Quando l’ultimo giorno di scuola si salutava la maestra, che tra l’altro era sempre quella e, se veniva sostituita, si gridava allo scandalo perchè si diceva che i ragazzi avevano un contraccolpo psicologico importante.

Ora, invece, se provate a dire che è meglio che soltanto una maestra segua i bambini per tutti e cinque gli anni delle elementari venite lapidati!!!!!!

Ne servono almeno due o tre! Una maestra non ce la farebbe mai, i bambini non sarebbero istruiti…mah…e a dirlo sono proprio i genitori che ne hanno avuta una sola!!

Ehm, di nuovo fuori tema….riprendo……

Poi prima di uscire da scuola, c’era sempre il bidello, che si metteva sulle scale e ci salutava tutti uno per uno, e di tutti conosceva il nome, conosceva i genitori, controllava che tutti uscissero incolumi e se qualcuno cadeva, gli si avvicinava, gli chiedeva se stava bene, gli spolverava il grembiule e dandogli un’affettuosa pacca sul sederino lo incitava a tornare a correre!!

Un solo bidello per una scuola elementare con circa 200 bambini! Uno solo!!!!

E noi bambini a correre a casa, in mezzo alle strade allora prive di macchine.

Io passavo per i campi, giù fino a casa.

E mi attendevano tre mesi tre di giochi con gli amici, di alzate al mattino presto per correre al campo di pallone oppure a casa di una mia amica dove ci riunivamo tutti, tre mesi da giocare fino a notte fonda quando, chiamati dalle proprie mamme, si faceva ritorno a casa stanchi ma felici.

Tre mesi di autentica felicità.

Dopo purtroppo questa libertà non l’ho più avuta.

Però l’ho rivista, nelle vacanze con G., soprattutto nell’isola della quale siamo innamorati, in una nostra spiaggetta, dal colore del mare da sogno e con il sottofondo sonoro del belare delle caprette.

Lì sono tornato libero, come da bambino.

C.

La nostra spiaggia

Informazioni su spiaggepiubelle

Greta e Cico si sono conosciuti tanti anni fa, da amici si sono poi scoperti innamorati e condividono la vita da circa sette anni. Due mondi diversi che si sono incontrati e che si scelgono tutti i giorni. Per Adesso. Tuffatevi nel mare blu delle loro emozioni. Qui troverete la raccolta quasi quotidiana delle avventure e disavventure di due Sognatori.
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4 risposte a Libero

  1. pietroatzeni ha detto:

    Ho avuto una esperienza analoga, la vita a volte ti chiede una crescita interiore accelerata… Bello però che in fondo al tuo cuore il ricordo sia ancora vivo e possa sentirti libero come nella tua infanzia anche solo per pochi giorni o momenti. Un saluto. Pietro.

    • spiaggepiubelle ha detto:

      Il mio obiettivo è di sentirmi libero non solo per pochi giorni o momenti. Anzi, il mio obiettivo è di provarci, l’importante è non arrendersi. Mai.
      Grazie delle tue parole
      Cico

  2. lupus.sine.fabula ha detto:

    Che bei ricordi,che belle emozioni le estati di qualche decennio fa!Anche il lavoro ci ha fatto conoscere la bellezza delle vacanze e k.importanza della scuola,della maestra,delle persone.Penso che oggi molti ragazzi andrebbero mandati a lavorare d’estate.Allora trovereb il vero gusto della vita!

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