Routine

Una vita nuova, una vita diversa, la vita che avevo sempre sognato.. Ebbene sì, ci siamo riusciti, ce l’abbiamo fatta.

Abitiamo in un’isola.

Abitiamo a Cefalonia.

Non che siano tutte rose e fiori, qui le difficoltà ci sono e sono parecchie. Ma da quando siamo arrivati, anzi, da vari mesi prima di partire, abbiamo ricevuto talmente tanti doni che non riusciamo ancora a ringraziare abbastanza.

Ogni giorno è un regalo. Ogni istante che passa lo è. E continuo a darmi i pizzicotti per essere sicura di non sognare.

No, questa volta non è un sogno, un desiderio, una visualizzazione creata consapevolmente con la mia mente, no.

E’ la realtà.

Noi siamo qui.

Adesso.

Da maggio.

Fino a quando vorremo.

Fino a quando ci sembrerà bello restare. Fino a quando potremo farlo con serenità.

Ogni giorno è nuovo. Una nuova esperienza. Anche se già vissuta in modo più o meno simile al giorno prima.

E non è mai la stessa. Mai monotona, uguale, noiosa per il suo ripetersi.

Non si tratta di routine. Niente affatto.

Per cominciare, abbiamo quasi ogni settimana parenti ed amici cari che ci vengono a trovare.

Una festa ogni volta che andiamo a prendere i nuovi arrivati in aeroporto, ed una gioia averli qui con noi per la settimana (o poco più che i più fortunati riescono a concedersi qui). Un po’ tristi poi, riaccompagniamo ogni volta chi ha ormai terminato la vacanza qui da noi. Insomma, facciamo una cosa che somiglia un po’ agli ‘skipper di terra di noiartri’!!

Orgogliosi, facciamo conoscere la nostra isola e le sue bellezze straordinarie a tutti. Nella maggior parte dei casi rimangono estasiati ed ammaliati da questo posto, un po’ come era successo a noi la prima volta..

E poi, ritornando a parlare del nostro quotidiano, a parte le persone care che ci accompagnano a turno per brevi periodi in questa avventura, ad esempio, qui non abbiamo la tv. Poco male, io non la guardavo già da più di cinque anni. Io. Mentre il Cico no, ogni tanto trovava qualcosa di interessante per lui e non disdegnava qualche serata davanti a quello che ritengo sia l’elettrodomestico più inutile mai inventato.

Ebbene, qui non c’è la tv, ma abbiamo ad esempio l’Intervallo: le pecore vengono a trovarci, qui sotto casa, mattina e sera, uno spettacolo imperdibile! Per non parlare del concerto dei belati e dei campanacci! Sentiamo falchi ed uccellini di ogni tipo. E poi di giorno le cicale, ed i grilli la notte. Ed abbiamo l’alba, con il mare immobile ed il tramonto con la sua luce avvolgente, e la luna che si specchia nell’acqua, ed in questo periodo anche le stelle cadenti..

Davanti il mare, dietro di noi la montagna. Non pensate che siamo davvero in ottima compagnia?

E poi, da quando è arrivata la piccola Koko la nostra vita è cambiata radicalmente ancora una volta!

Ma questo è un altro racconto…..

Greta

riflesso di luna - cefallonia

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Kokolata

Ecco il regalo che abbiamo avuto oggi!

Finestre spalancate, mi sembrava di sentire stanotte nel dormiveglia, in lontananza, un piccolo pianto..

Questa mattina presto, di nuovo, sento a tratti una sorta di miagolio sottile, lontano. Potrebbe essere il pianto di un gattino, ma dev’essere davvero molto piccolo. E molto lontano.

Basta, ormai ne sono quasi sicura, non c’è un minuto da perdere, tiro giù dal letto Cico e così come ci troviamo, casa spalancata, pigiama addosso, giusto il tempo di fare un piccolo disastro rovesciando la ciotola con il latte da portare al (forse) gattino, ci dirigiamo giù per la campagna di fronte. Il lamento sembra provenire dalla casa in costruzione più lontana da noi.

Niente, guardiamo proprio dappertutto, dentro la casa, intorno, sotto, sopra, mah, non c’è nessun animale qui. Ed ormai non sentiamo più nulla da parecchi minuti.

Aspettiamo un po’ fermi, in silenzio.. ancora niente.

Pazienza.

Forse mi è solo sembrato.

Sarà un qualche altro animale, uccelli di passaggio.

Ci incamminiamo verso casa comunque preoccupati e un po’ delusi.

Ma ecco che a metà strada la sentiamo di nuovo!

Ma certo, è un gatto, e viene proprio da lì..

Non è facile trovarla, dev’essersi nascosta in fondo, in mezzo ai rovi, terrorizzata, ormai senza forze.

Noo, di nuovo non la sentiamo più..

E così proviamo a miagolare noi questa volta, ed incredibile, ci risponde, miracolo, ecco, la sento, viene da lì, è sempre più forte!!

Così riusciamo a localizzarla, evviva, eccola, la vedo, la prendo in braccio che trema tutta e ce la portiamo a casa!

Un esserino minuscolo, avrà al massimo tre o quattro settimane.. abbandonata lì.. da sola..

Ma ora basta, ci pensiamo noi a te, piccola cucciola pulciosa che non sei altro!!

Ed eccola qui, rifocillata, con gli occhietti ripuliti, accarezzata a lungo, finalmente ora si è addormentata, stremata dalla terribile notte che avrà passato.

kokolata

L’abbiamo chiamata Kokolata!!!!!!

G.

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Un soffio(ne) di primavera

Cos’è la vita se non un insieme di ricordi di situazioni vissute e di momenti che si stanno vivendo?

Boh!

Troppo difficile quest’apertura. Ha il sapore di un tema di scuola.

Volevo solo dire che i ricordi, soprattutto quelli dell’infanzia ma non solo ovviamente, formano la persona.

Io sono quello che ricordo, sono le mie esperienze e null’altro se non carne…. (tremula, gran film di Almodovar, da vedere dice Greta) ….la vena creativa oggi è fuggita in bagno!!

Ri-riprendiamo.

Volevo descrivere il luogo in cui ci troviamo, portarvi un po’ con noi a passeggiare per le strade di quest’isola; ma per fare questo occorre che vi fermiate un attimo dalle vostre occupazioni, che tiriate un respiro profondo e torniate a guardare le cose con gli occhi del bambino che è in voi.

Dovrete di nuovo meravigliarvi per tutte le cose che incontrerete con noi in questo camminare, piccole cose della natura ma non per questo meno meravigliose del più prodigioso accessorio elettronico costruito da mani umane.

Chi riesce a fare questo si avvicina alla stato dell’illuminazione, della buddità. Dico questo perchè il buddismo, a differenza delle religioni occidentali, Giudaismo, Cristianesimo e Islam, NON rivendica alcuna rivelazione divina.

Non aspettiamo Dio.

Cerchiamo in noi stessi, sforziamoci di sostituire la visione distorta della vita con la saggezza.

Risvegliare la nostra natura di bambini permette di neutralizzare gli effetti patologici della vita moderna, perchè significa attingere forza vitale e accrescere la sicurezza stabilizzando così il nostro stato vitale.

Percorrete quindi con noi questa breve passeggiata con l’animo aperto di un fanciullo felice che si appresta a giocare in un prato.

Ci lasciamo immediatamente casa alle spalle ed iniziamo a percorrere lo stradello che confluisce nella strada asfaltata.

Già qui siamo siamo abbracciati da una natura che in questo mese di maggio ci regala insospettate meraviglie ad ogni passo.

Prati asfaltati di fiori di tutti i colori, alcuni piccoli e timidi altri semplicemente maestosi.

Fiori di maggio a Cefalonia

Campi di ulivi dipinti di giallo.

Ulivi - maggio a Cefalonia

Margherite i cui steli si protendono verso il cielo.

Maggio a Cefalonia

Piccole roselline.

Maggio a Cefalonia

Che bello..

Poi incontro un altro fiore e subito un ricordo mi viene alla mente.

Cerco di concentrarmi, di carpire i ricordi nascosti in me e mi ritrovo a rincorrere un mio amichetto di allora in un prato e in mano tengo un fiore , un fiore particolare, un soffione.

Mi avvicino al mio amico e soffio con tutto il fiato in corpo.

Il soffione sempre esplodere in mille coriandoli bianchi che volano leggeri e soffici nell’aria come le risate dei due bambini .

Anche qui a Cefalonia ci sono i soffioni.

Vedere per credere.

Soffione gigante - Maggio a Cefalonia

soffioni - cefalonia

Cico

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Uova poco.. ortodosse!

Siamo arrivati qui a Cefalonia giusti giusti per la celebrazione della Pasqua Ortodossa.

Per i greci è una festività molto sentita, simile quanto ad importanza, ci dice Fully, al nostro Natale.

Ci accordiamo quindi di andare insieme, sabato sera ad Argostoli ad assistere alla funzione religiosa.

A differenza delle chiese cattoliche, quelle ortodosse sono molto più piccole e, parere personale, molto più accoglienti.

Sono un’esplosione di colori.

Le volte sono sempre interamente ricoperte di affreschi quasi sempre con il fondo celeste che riprendono scene della vita di Gesù.

Al di sotto di esse, i ritratti dei Santi si alternano incastonati l’un l’altro con le bellissime decorazioni in legno dipinto in oro finemente intarsiate da mani di abili artisti e scultori dei tempi che furono!

Questi capolavori circondano il perimetro intero interno dell’unica navata fino a formare una parete orizzontale che nasconde l’altare.

Esso si può vedere unicamente quando il prete apre la porta centrale.

Poi ci sono dei tabernacoli sempre decorati splendidamente in oro ai lati dell’entrata che è sormontata da meravigliosi lampadari lavorati in ferro battuto che scendono dal soffitto fino a quasi a voler toccare terra .

Chiesa Ortodossa - Cefalonia, Grecia

La liturgia è officiata da due voci, maschile e femminile, che leggono le scritture e alternativamente cantano.

Il prete per la maggior parte della messa non si vede e la gente non partecipa vocalmente al rito.

Alcune persone muovono le labbra senza emettere suono alcuno ma ripetendo le preghiere in un muto raccoglimento.

Ma la maggior parte sembra non interessarsi troppo alla funzione, molti sono impegnati a baciare l’icona con la scena della Resurrezione oppure ad accendere le graziosissime piccole candele votive al lato dell’ingresso.

Ora però la cosa più particolare.

Durante la funzione è usanza far scoppiare piccoli fuochi di artificio, botti e quant’altro, e questo appena fuori dalla chiesa, sull’ingresso, sotto le finestre aperte.

Al primo scoppio siamo sobbalzati ma poi non ci abbiamo fatto quasi più caso visto la frequenza!!

Mi è venuto da pensare ridacchiando se avessimo anche noi italiani quest’usanza cosa succederebbe a Napoli!!!

Alla fine della messa tutte le persone si sono radunate all’esterno, davanti alla chiesa, ognuno di loro con una candela accesa in mano, e da una posizione un po’ più elevata rispetto alla folla, in mezzo a mortaretti, fuochi d’artificio e stelle filanti, il prete ha impartito la benedizione.

Quella sera abbiamo respirato veramente l’aria della fratellanza, del riconoscersi in gesti e riti uguali anno dopo anno, abbiamo sentito il rispetto che i giovani hanno per gli anziani e l’amore di quest’ultimi nei loro confronti.

Poi la festa continua fino a tarda notte ma noi ce ne siamo andati verso casa con la consapevolezza che, se forse sul rito religioso mi rimane qualche perplessità dovuta alla mia ignoranza, la comunità greca invece mi è sembrata una realtà solida, commovente oserei dire, d’altri tempi.

Pasqua Ortodossa - Cefalonia, Grecia

Il giorno dopo, il giorno di Pasqua appunto, verso mezzogiorno Fully è venuta a trovarci e ci ha portato due regali.

Il primo era tre porzioni tre di pecora al forno con patate!!!!

Dopo averla ringraziata non abbiamo esitato e apparecchiato il tavolino sul balcone ci siamo dati da fare per onorare il gradito presente.

Da leccarsi i baffi!

Il secondo dono mi ha riportato indietro di tanti anni, quando anche da noi era usanza scambiarsele di vari colori, usanza purtroppo oramai persa.

Grazie anche per questo Fully e buona Pasqua!

Cico

 

 

 

uova colorate - Pasqua ortodossa - Cefalonia

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Ciao Giorgio

Partiamo quindi da Ancona alle 14.00 e arriviamo a Patrasso alle 15.00 del giorno dopo.

Un intero giorno di navigazione, per fortuna passato bene e in fretta dopo aver contrattato a bordo l’acquisto della cabina per pernottare.

Riusciamo a spuntarla per metà prezzo esatto, ve l’ho già detto, siamo ufficialmente poveri e ci dobbiamo arrangiare!!

La mattina seguente il sole splende e, dopo aver fatto colazione con un simillatteecaffè allungato, che viene spacciato per cappuccino, usciamo sul ponte della nave per ammirare il paesaggio.

Come al solito la Grecia ci saluta regalandoci un mare che tanto è calmo e piatto da sembrare un lago e un’aria tersa e pulita che respirare diventa un piacere da assaporare attimo per attimo.

Con sempre più rilevante stupore e meraviglia davanti a tanta bellezza iniziamo a vedere le prime piccole isole, avvisaglia ormai dell’essere vicino a terra.

Isole - Grecia

Infatti sbarchiamo a Patrasso e dirigiamo Mery verso Killini, un paesino 100 km più a sud dove dobbiamo prendere il traghetto che ci porterà a Cefalonia.

Chiedo a Greta di controllare la cartina stradale e ci accorgiamo con orrore che è quella sbagliata, quella con le strade solo dell’Italia.

L’altra, quella dell’Europa, è rimasta a casa, in libreria. Due volpi!!!

Vabbè, teniamo il mare a destra e in un qualche modo vedrai che ce la facciamo.

Così è infatti, e dopo aver chiesto una volta indicazioni, tra l’altro ad un greco che dice di fare il camionista e di venire spesso in Italia a caricare, (non ho avuto il coraggio di chiedergli se era stato per caso anche nella mia ex azienda!!!) riusciamo ad ogni modo a raggiungere Killini.

Scopriamo che, causa sciopero (anche i greci hanno i loro bei problemini, una faccia una razza con noi italiani) la partenza del traghetto è stata posticipata al giorno dopo!!!

Mi viene un coccolone, perdo qualche battito cardiaco e per dirla alla Aldo Giovanni e Giacomo “ho le fauci secche, la secchezza delle fauci“!

Per fortuna che l’orario di partenza è 00.01!!

Solo quattro ore di ritardo dai, non è una tragedia. Ci cambiamo in macchina e, con i nostri bei costumini indosso, ci dirigiamo nella spiaggia più vicina, dove incontriamo una ragazza di Treviso con la quale facciamo conversazione.

Di lei non sappiamo il nome, va a Zante con il suo cane, Mauro ( sì avete capito proprio bene, Mauro è il nome del cane ) a lavorare in un albergo a conduzione familiare.

E’ già il quinto anno consecutivo che lo fa.

Incredibile, una ragazza così giovane e carina con un paio di “palle“ così!!!

Scherzi della natura!!

Più tardi andiamo a mangiare un paio di pita. Ci mettiamo un po’ a capire che la taverna dove le fanno è in una strada secondaria mentre in quella principale ci sono solo ristorantini che offrono il menù completo.

Ordiniamo due pite al pollo (Κοτόπουλο e si pronuncia ‘cotòpulo’) una birretta e l’acqua. Le pite sono deliziose e facciamo il bis.

Finalmente ci imbarchiamo e dopo due ore e mezzo siamo ad Argostoli, la capitale di Cefalonia.

Arriviamo all’appartamento e Greta si commuove.

Anch’io mi commuovo ma solo perchè sono talmente stanco che il pensiero di sdraiarmi sul letto mi sembra un sogno.

Preleviamo da Mery soltanto i computer e lo zaino con i nostri averi.

La notte è limpida, e, non essendoci nei dintorni quasi nessuna illuminazione elettrica, le stelle in cielo sono particolarmente brillanti.

Mentre saliamo le scale esterne parliamo di Dimitris , il padrone di casa, che ci ha lasciato le chiavi attaccate alla porta e sul fatto che i greci devono essere veramente onesti da permettersi di fare una cosa del genere.

Se proviamo a farlo in Italia i ladri non lasciano nemmeno la porta!!

E bravi i greci, che in questo modo ci dimostrano la loro rettitudine morale e soprattutto, una volta arrivati alla porta alle tre e mezza di notte stanchi come due somari, la loro smemoratezza cronica (vedi Ulisse, che si dimenticò di tornare a casa per più di un ventennio!).

Non ci sono le chiavi.

Almeno la porta c’è!!!

Nessun problema ! Sono le tre di mattina? Me ne frego! Telefoniamo a Fully, la cognata di Dimitris, che abita per fortuna nella casa dietro la nostra.

La conversazione in inglese ve la risparmio perchè sarebbe fonte di ilarità generale, ma comunque, dopo pochissimi minuti appare una luce e si staglia dalla porta aperta la figura della cara, carissima (già le vogliamo bene) Fully che ci saluta e ci consegna le tante agognate chiavi!

Siamo arrivati a casa.

Ci svegliamo presto, impazienti di fare colazione in balcone.

La vista è mozzafiato. Mare, ulivi e cipressi!

vista da casa a Cefalonia

Inizio a scaricare Mery e contemporaneamente Greta ordina le cose nei vari armadi.

Evvai è fatta, siamo quasi sistemati in attesa delle due palette di effetti personali (mountain bike comprese) spedite dall’Italia.

Doccia veloce, raggruppiamo le cose di mare nello zaino e scappiamo nella nostra spiaggia preferita.

Per l’occasione torno ad indossare un paio di sandali aperti che da tanti anni non usavo più e che ho fortunosamente ritrovato in una scatola mentre ripulivo il solaio a Sassuolo.

Me le infilo e le guardo soddisfatto.

Ne ho fatte di strada con queste scarpe.

Il ricordo va anche all’amico Giorgio, che ne indossava sempre un paio simile, in tutte le occasioni, tanto che nel giorno in cui abbiamo celebrato la sua dolorosa dipartita terrena, le sue scarpe sono state portate all’altare con lui .

E’ morto giovane Giorgio.

Guidava la macchina con a bordo i suoi quattro figli quando l’ictus fulminante l’ha colpito.

Ha avuto la forza di fermarsi al lato della strada e morire solo dopo aver salvato i suoi bambini.

Me lo sono sempre immaginato che rideva e si faceva sberleffi della triste figura con la falce, perchè lui era veramente così. Grande Giorgio!

Accendo la Mery e via si parte.

Sono solo 5 km da casa, arriviamo in un attimo. Parcheggiamo e iniziamo a scendere i gradini che portano al mare.

Purtroppo la spiaggia non è raggiungibile ed infatti incontriamo un uomo che con una specie di machete inizia a farsi strada liberando il sentiero dalla vegetazione che lo rende impraticabile (per chi verrà a trovarci: tranquilli non siamo in Africa…però nemmeno a Milano Marittima!!)

Nessun problema, andiamo nella spiaggia a fianco, dove possiamo scendere lungo le scale che dalla collina degradano fino al mare.

Precedo Greta che ancora cammina, causa l’operazione all’anca, con una certa lentezza.

Ma il mio è un procedere strano, non mi sento sicuro, mi sembra di sentire sotto le scarpe dei sassi, degli ostacoli, anche se i gradini sono puliti.

Quasi inciampo e solo allora mi accorgo che una parte del sandalo sinistro ha ceduto e che quella era la causa del mio problema.

Faccio un altro passo e vedo distintamente un pezzo di gomma nera uscire, poi un altro sempre più grosso, poi altri pezzi, misti questa volta grandi e piccoli e anche al sandalo destro succede la stessa identica cosa.

Fermo Greta e le chiedo di risalire alla macchina. Scatto un’istantanea fugace allo splendido mare. Come resistere alla tentazione!

Cefalonia - mare 

La raggiungo a piedi nudi, le faccio vedere la condizione delle mie calzature e sorrido.

Mi toccherà chiaramente buttarle, a malincuore.

Ci sono sinceramente affezionato e faccio loro un’ultima foto …..

Ciao Giorgio!

Cefalonia - Grecia

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Partire è un po’ morire

Curioso quando mi vengono alla mente vecchi detti che ho sentito e risentito nel corso della vita e ai quali non ho mai dato particolare importanza, sui quali spesso ridevo sopra, perchè mi faceva sorridere l’ingenuità di alcuni.

In quei momenti viene anche da pensare che non è poi tutto quel granchè il nostro bagaglio, nostro intendo “umano“, di saggezza che ci portiamo dietro da secoli .

Vengono chiamati “VECCHI“ detti proprio per quello, perchè rispecchiano la saggezza dei nostri avi, il sapere intero di secoli e secoli vissuti da moltitudine di genti riassunta in poche essenziali parole.

Però martedì mattina, 30 aprile, quando ho chiuso il cancello di casa lasciando dietro di esso mia madre, i miei due cani e la mia casa, ecco, lì mi è venuto in mente il detto “partire è un po’ morire“.

E mi sono anche meravigliato, constatando direttamente sulla mia pelle di quanto l’uomo, e nello specifico il sottoscritto, sia ottuso e senza memoria storica e ricada spesso in errore proprio perchè pensa sempre di essere infinitamente superiore e al di sopra di tutte le situazioni ampiamente sviscerate dai suoi predecessori terreni.

Beata ignoranza. Purtroppo questo succede anche per tutte le cose, anche le più tremende, come la guerra.

Nonostante tutti noi sappiamo che non è assolutamente la soluzione ai problemi, puntualmente l’umanità persevera diabolicamente ad utilizzarla anche se porta morte e distruzione per tutti.

Ritorniamo a noi, scusate le digressioni semilfilosofiche o altre cose estranee a questo racconto personale, ma il mio cervello funziona così. Lavora su vari livelli, non riesce mai a focalizzarsi su un unico pensiero, a formulare la frase in modo ampio, a esplicare coerentemente il concetto, no, subentrano centinaia di altre varianti che disturbano la riflessione e che puntualmente finiscono in tutt’altro argomento.

Non ho mai capito se è un pregio o un difetto, ma se qualcuno di voi mi sa consigliare una cura medica appropriata (magari proprio perchè ha lo stesso problema e detto sempre tra noi io ho l’assoluta certezza che ce ne siano tanti tra voi!!), sono caldamente consigliati gli psicofarmaci, gliene sarei eternamente grato.

Torniamo al racconto.

Ero triste, nonostante la strada che mi apprestavo a percorrere….*

Da piccolo non ero particolarmente maturo, ero portato per lo studio, apprendevo senza particolari difficoltà, peccato però che non avevo voglia di studiare.

Lo ritenevo tempo perso.

Ma come, mi dicevo, è possibile che debba rimanere in casa rinchiuso ad ammuffire sui libri quando appena aldilà dalla finestra la natura chiama a gran voce il mio nome?

Lo sentivo distintamente , tra i rami degli alberi accarezzati dal vento, tra il cinguettio delle rondini (sembra strano ma allora ce n’erano anche a Sassuolo e vanto dei miei genitori era proprio un nido di rondine appollaiato -appollaiato?? una rondine appollaiata, che razza di frase …razza??!!!ma non è un pesce e si parlava di uccelli … arghhh , basta con le digressioni!!!- in alto su un angolo remoto della casa, le quali, anno dopo anno, tornavano puntualmente, tanto che le sentivamo parte integrante della nostra famiglia) e allora lasciavo tutto e mi mettevo a correre felice tra i prati fioriti.

E’ inutile che ridiate, i prati erano veramente fioriti, le poche macchine giravano solo ed esclusivamente nei cinque minuti antecedenti l’entrata e l’ uscita degli operai al lavoro, dopodichè in strada era un turbinio sì, ma di bambini che correvano, di famiglie che con i cani liberi passeggiavano e tutti si trovavano in strada a fare due chiacchiere, a parlare con i vicini di casa ed è anche per questo motivo che tutti conoscevano tutti a differenza di oggi dove a malapena, se ci va bene, salutiamo il vicino di pianerottolo con un mesto buongiorno quando lo incontriamo sulle scale!

Poi mio padre, durante il periodo estivo, decise di farmi conoscere realmente la vita mandandomi a lavorare in ceramica all’età di quindici anni ( luglio 1978, dice il mio libretto di lavoro).

Alla sera, espulsa (verbo rubato a Primo Levi, leggetevi “Se questo è un uomo “ e” La tregua” e capirete) la prima giornata lavorativa, corsi felice al bar dove ci radunavamo per giocare a bigliardino e fui lestissimo a far parte della prima squadra che doveva affrontarsi.

Impugnai le due stecche della difesa (era un doppio, cioè una persona prende la difesa e il compagno l’attacco) e….mi accorsi con sgomento assoluto che, a causa del peso delle piastrelle che avevo sollevato tutto il giorno, non riuscivo minimamente a ruotare i polsi delle mani .

Affranto lasciai il posto ad un altro ragazzo, mi sedetti sulla panchina di ferro sotto il marusticano di fronte alla vetrina del bar e formulai il pensiero che se la vita me lo avesse permesso, tutti i miei sforzi si sarebbero focalizzati sul riuscire ad interrompere la mia esperienza lavorativa ben prima dell’arrivo della pensione.

Ero veramente ingenuo nel semplificare così un’intera esistenza ma corsi e ricorsi storici sembra proprio che abbiano dato alla fine ragione ai pensieri di quel bambino visionario.

*… ho ingranato la marcia e Mery si è mossa.

mary

A proposito, la Mery è la nostra autovettura, una Panda Gpl usata del 2009 comprata d’occasione in quel di Brescia e che è stata battezzata Mery in onore del film “ Mery per sempre “ .

Per sempre perchè, visto le nostre future entrate pecuniarie, sicuramente sarà la macchina che ci accompagnerà per un bel pezzo di vita, anzi, appunto, per sempre.

A Gpl perchè nel posto dove passeremo i prossimi due anni è il carburante più economico.

Siamo entrati in autostrada e ci siamo messi fissi nella corsia più a destra, quella per i camion e per le macchine lente, la Mery è un 1200 di cilindrata quindi i maschietti capiranno.

Per le donne che leggono, saltate la frase sopra che è ininfluente!!!

Velocità media di crociera 100 km orari e ogni ora sosta con colazione all’autogrill che noi riteniamo essere uno dei piaceri della vita, più di Carlo Gracco che vi cucina la cena a casa.

Questo anche per non sovraffaticare Mery stipata di ogni cosa possibile, dai vestiti, alle scarpe, pentole , ecc ecc e per finire da tre bottiglie di aceto balsamico di produzione propria.

Ma non vi ho ancora detto la nostra destinazione finale: Cefalonia. Grecia.

Si lo so, siamo due paraculi, è inutile che lo pensate. Lo sappiamo benissimo anche noi.

E come sempre capita quando Greta organizza logisticamente il trasferimento, siamo arrivati esattamente quattro (sottolineo quattro) ore prima della partenza del traghetto.

Finalmente ci siamo imbarcati e la nave è partita.

Guardando il mare, l’acqua azzurra e gli schizzi gioiosi delle onde mi sono tranquillizzato.

E’ vero “partire è un po’ morire“ però è anche vero che utilizzando Skype ogni sera, avremo la possibilità di sentire e vedere i nostri familiari lontani, i compagni di vita, gli amici , gli amici del (ex) lavoro ,e che tutti loro potranno incontrarci con un volo di nemmeno due ore della Ryanair!

Ho pensato a mio padre che a vent’anni, come tantissimi giovani della sua generazione partì per l’Argentina in nave, e la raggiunse dopo un mese (30 giorni) di navigazione e tornò a casa solamente dopo dieci anni.

Per loro sì che doveva valere il detto.

Per noi paraculi è un po’ più facile!

Mi rendo conto che sento di più il mio cuore, il sangue scorre più caldo nelle vene, perchè tutti coloro che ho lasciato (e che purtroppo ci hanno lasciato) sono ben presenti nel mio essere e li sento con me anche adesso, e vedono con i miei occhi tutto quello che vedo io, sentono i profumi e il rumore dolce delle onde con me.

Sorrido finalmente guardando le stelle nel mare.

stellenelmare

Cico

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Cefalonia arriviamo!

Se per caso qualcuno di voi sta chiedendosi cosa bolle in pentola, da oramai qualche mese, sono pronta a spifferare il nostro ‘segreto’. Che è un po’ il segreto di Pulcinella, quello cioè che viene svelato ad una persona alla volta o qualcosa del genere.

Insomma, ecco la notizia: da Modena ci TRASFERIAMO in GRECIA!

Sì, avete capito, io e Cico raccogliamo le nostre quattro cose e, con il nostro pandino gpl comprato d’occasione (la Mary), prendiamo un bel traghetto Ancona-Patrasso e poi da Kilini (raggiungibile in un’ora di macchina da Patrasso) prendiamo un altro traghetto che in un paio d’ore ci porterà al porto di Sami, Cefalonia.
Ma questa volta arriviamo per restare.
Almeno per qualche mese.
Questa è l’idea.
E poi vedremo..
Con la speranza che i miei problemi di salute possano migliorare anche grazie al clima diverso.
E’ un tentativo.
Una speranza.
Secondo qualcuno, ci fa bene tutto quello che noi crediamo ci faccia bene. E’ la forza della mente….

Ebbene, se questo è vero, so già che Cefalonia mi farà benissimo!!!

Per ora non abbiamo ancora idea di come si svolgerà la nostra vita lì, nè soprattutto di che lavoro andremo a fare.. se riusciremo a trovarne uno.
Io mi arrangio a fare siti web, forse riesco a trovare qualche cliente……
Chissà..
Matti??
Sappiamo solo con certezza dove andremo ad abitare: abbiamo preso in affitto per qualche tempo un appartamentino molto molto spartano a poco prezzo, che però ha questa vista:

vista da casa a Cefalonia

Che dite??

La nostra è una scelta di povertà, dovremo tirare molto la cinghia, sicuramente stretta stretta fino a quando, forse, non riusciremo ad avere un minimo di entrata (speriamo).
Non avremo possibilità di fare acquisti per noi di nessun tipo se non quelli strettamente legati alla sopravvivenza.
E qui mi viene in mente il monaco buddhista che, per ore, restava a guardare minuziosamente tutti gli oggetti in mostra alla fiera del paese, solo per esclamare poi ‘Di quante cose non ho bisogno per essere felice!!’
Ma, nello stesso tempo, siamo consapevoli che il lusso che ci concediamo non ha prezzo.
L’isola dei nostri sogni, che sin dal primo momento ci ha fatti sentire a casa.

L’aria tersa, le colline, il mare, la bellezza, la luce, l’energia, i profumi, la pace di questi luoghi……………. Il sogno di una vita.

Greta

ps in realtà ho scritto questo articolo verso la fine di aprile e riesco a pubblicarlo solo ora per svariati motivi… vi racconterò…..

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Attrazione – Terza Puntata

Per la legge di attrazione, qualsiasi cosa fai, dai o pensi degli altri è esattamente come se la facessi, dessi o pensassi di te.

Se ad esempio ti senti felice quando vieni a sapere di una cosa bella capitata a qualcuno, è come se tu lo fossi direttamente per te. Inoltre, questa gioia che stai provando, ti tornerà indietro. Moltiplicata.

Non vi sembra un concetto stupendo?

D’altra parte però, anche la negatività che riversi sugli altri, in qualsiasi forma, viene inevitabilmente rovesciata su di te, come se tu te la fossi fatta piovere direttamente in testa.

Ok, non so che ne pensate.. Una piccola cosa pratica che mi è venuta in mente a questo proposito è che quando mi capitava a volte di avere una conversazione con qualcuno parlando di un’altra persona con rabbia, astio, fastidio, non facevo che accrescere le mie sensazioni negative, che continuavano a perdurare dentro di me per un bel pezzo anche a conversazione finita.

Era come se mi si incollassero addosso sempre di più.

Una cosa terribilmente sgradevole.

In quei momenti la mia intenzione era di sfogarmi, di trovare comprensione e quindi leggerezza e refrigerio per le mie ferite nell’interlocutrice (che la pensava come me) ed invece non facevo altro che amplificare la mia rabbia ed il mio disagio. Non vi è mai capitato?

Viceversa quando fate un piccolo gesto di gentilezza con il cuore, per esempio nei confronti di uno sconosciuto, facilmente sentite che il sorriso di chi riceve vi fa provare gioia. Una gioia piena e pura, molto più grande del piccolo gesto che avete fatto. Succede anche a voi?

Vi racconto una piccolissima cosa, e non sono ancora sicura che sia perfettamente attinente con il discorso, ma vi è venuta comunque voglia di dirvela, quindi eccola..

Ieri mi sono coccolata un po’: sono entrata in un bar a fare colazione (per la prima volta dopo un secolo). C’erano alcuni avventori, ed una ragazza dietro al bancone. Era molto carina, allegra. Emanava una bellissima energia. Almeno questo è quello che ho sentito io. Mi ha servita sorridendo, ed abbiamo cominciato a chiacchierare un po’. Lei alternava qualche battuta con me a quelle che continuava a fare con le altre persone presenti, probabilmente clienti abituali. Un signore anziano, una coppia di amici giovani, una signora di mezza età.

La barista riusciva a preoccuparsi di ognuno di noi, dolcemente, soavemente, tanto che ad un certo punto ci siamo trovati quasi tutti coinvolti in una divertentissima piccola conversazione di gruppo.

Embè mi direte voi, che c’è di strano, due chiacchiere al bar tra sconosciuti mentre si fa colazione capitano a tutti. Va bene, vi rispondo io, ma volevo farvi notare che, secondo me, il clima disteso e piacevole che si era creato dipendeva in buona parte dalla gentilezza della ragazza, che riversava piccoli gesti amorevoli su tutti noi. Certo, io ero già bendisposta nei confronti del mondo prima di entrare lì (le coccole servono anche a questo!!) ma il mio umore è diventato ancora migliore e mi sono sentita ancora più serena e, perchè no, felice quando la barista ha cominciato a rivolgermi le sue piccole attenzioni ed io ho cominciato ad esserle grata per questo.

Insomma, questa ve la riassumo con una frase che amo moltissimo:

“Praticate gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso”

 

(Lisa Corva)

G.

dardabere

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Irrefrenabile..

Serata tutta mia.

Questa volta in frigo c’è mezza bottiglia del ‘Rosso delle Grandi Occasioni’, aperta l’altro giorno per festeggiare il compleanno di Cico e rimasta a metà.

Peccato lasciare lì questi rubini liquidi dal sapore paradisiaco che mi guardano (sì, sì, mi guardano negli occhi) attraverso il vetro scuro..

Peccato??

Delitto!

Sacrilegio!!

Certo, non me lo faccio di sicuro ripetere due volte dalla mia voglia: in questo periodo è lei che detta legge.

Mi sono arresa, faccia pure, comandi, gestisca, governi, conduca, ordini, esiga, e mi faccia pure diventare una balena……………… No, per favore, una balena no.

Ma se continuiamo così, ci andremo vicino eh cara Greta, questo lo sai.

Allora, sei d’accordo che è tempo di una ridimensionata?

Eh??

Cominciamo con una piccola, dai, basta non arrivare sempre oltre il limite.

Insomma, sarà meglio che, invece di aprire e F-I-N-I-R-E inesorabilmente il super paccone gigante di patatine (a mia discolpa posso solo dire che NON LO COMPRO IO), ne lasci un po’ anche per un’altra volta. Anche per due magari.. Così, eh, non si sa mai ti venga voglia domani.. (strano!!)

E quando poi apri il bicchiere di nutella, non devi per forza toccarne il fondo con il cucchiaino per fermarti!!!

Mah, non so, capita anche a voi di avere questi raptus?

Ultimamente mi succede davvero spessissimo.

Non riesco a controllarmi, non più.

Da un lato un po’ la cosa mi dispiace, la mia linea ne comincia a risentire sul serio.

Dall’altro, penso che, comunque, quando sarò pronta per smetterla, lo farò.

Ed intanto sapete che c’è? Mi godo il mio bel bicchiere di Rocca di Frassinello ….e domani è un altro giorno!

Ed intanto, alla vostra salute e buona serata a tutti voi!!!

Greta

rocca di frassinello

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Un attimo

Forse stai lavorando già da anni ad un progetto. Stai cercando di fare incastrare tutto da molto tempo. E non passa giorno che non ci pensi. Ed il momento sta per arrivare.

E quando stai per raggiungere la meta e realizzare un sogno, ebbene quello è il momento più delicato.

Da un lato, anche se sai che ci sei quasi, hai comunque paura di fallire. Di non farcela, proprio adesso, che ti sembra di poterlo toccare già.

E dall’altro hai paura di farcela, di non meritarlo, ti sembra che sia troppo grande questo dono per te solo, quasi non ti senti degno di riceverlo.

Ma sai dentro di te che non è solo merito tuo, che sei stato aiutato, e molto. Se ti guardi indietro vedi chiaramente quanto nel tuo cammino sei stato aiutato, sempre. E quindi, se stai arrivando davvero dove sogni di essere, è anche perchè tante mani ti hanno sostenuto fin lì, e di questo devi sempre ringraziare.

E poi devi fare i conti con il senso di colpa. Sì, sicuramente ti senti in colpa perchè sai che altri potranno soffrire a causa delle tue decisioni. Così come sai che ne soffrirai anche tu.

Si tratta per esempio di una scelta di vita che riguarda te, e solo te, ma che indirettamente coinvolge anche le persone che ti sono più vicine.

Ognuno è responsabile delle proprie scelte e ne deve accettare le conseguenze, anche a costo di farsi prendere per matto, o di far soffrire le persone che ama.

Ma chi ti vuole bene sul serio è felice della tua felicità.

Se chi ti ama veramente sa che stai bene, che hai fatto la scelta giusta per te, non può non esserne felice. Anche se questa scelta provoca disagio e sofferenza per lui.

Per questo, in un primo momento, egoisticamente, non vorrebbe vederti realizzare il tuo sogno. E’ umano credo.

Subito urlerà, ti darà dell’irresponsabile, del visionario, e chissà che altro. Ti terrà il muso, ti tratterà male, te la farà pesare, molto.

O forse no, ti sorriderà e non dirà nulla, o avrà per te solo parole amorevoli. Ma, per sentirti in colpa, ti basterà guardare nei suoi occhi. Dove vedrai il vuoto che stai lasciando.

Però poi, riflettendoci sopra a mente fredda, chi ti ama veramente non potrà non rendersi conto, molto presto, che quello è il tuo sogno, che quella è la tua vita, e che lì c’è la tua felicità. E quando vedrà quanto tu sei davvero sereno e realizzato nella tua nuova situazione, non potrà che gioirne nel profondo. E sentirsi orgoglioso di te, che hai fatto una scelta diversa, che hai deciso di cambiare la tua vita, di andare in una direzione sconosciuta, fuori dal comune. E che ce l’hai fatta.

G.

cefalonia

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