Oggi sono grata perchè..

..ho tanti motivi per essere grata.
Oggi poi ne ho uno in più. Ecco, comincia tutto stamattina..
La mia gatta Kokolata si interessa in modo strano al camino. Noto che passeggia sulla mensola, insiste a restare nei paraggi e non mi spiego come mai. Niente di strano in inverno, anzi, è più che normale vederla lì, è lì che tengo le ciotole con il cibo. Accucciarsi sulla mensola equivale a dire ‘ho fame’. Ma in questo periodo, le ciotole non stazionano sul camino da mesi, e lei normalmente non nutre mai così tanto interesse per questa zona della casa. Sporadicamente può capitare che faccia un minisonnellino, ma niente di più. Invece oggi non se ne allontana.
Ora è arrivato anche il maschio, Brumy, attratto anche lui da una misteriosa aura in questo punto. Eccoli lì, mentre entrambi fissano la canna fumaria. La Koko addirittura comincia a miagolare con insistenza ed a grattare con le zampe fin dove tutta la sua lunghezza le consente.. ho capito, vengo io!
Allora, ragazzi, che succede???
E come per magia, dal silenzio assoluto si fa strada un rumore. Somiglia ad uno zampettare lontano.. Un momento. Fermi tutti, non ci posso credere, il rumore viene dal camino!
E cosa sarà? Accidenti, c’è un essere vivente che si agita all’interno della canna fumaria. Ormai ne sono sicura. Non sono sicura invece del tipo di ospite che abbiamo. Ma chiunque ci sia, qualunque sia la sua natura, una cosa è chiara: dobbiamo fare qualcosa!!
Prima di tutto allontano i gatti chiudendoli con loro immenso scoramento in cucina. Chiamo papà, che fortunatamente non è occupato e si precipita giù. Sì certo, potrei pensarci da sola ad aprire la botola. Ma in questo momento penso che potrebbe venir giù uno o più animali di una specie che mi darebbe in effetti un poco di timore, tipo un topo, un pipistrello, o non so bene cosa, così chiedo a papà di fare il necessario per azionare la leva di metallo, facendo piano piano eh, per non far del male al povero/i malcapitato/i.
E così, mentre a distanza mi aspetto di veder cadere o volare qualsiasi cosa, passano i secondi ma niente. Non succede niente. Non si sente neppure il rumore di zampette. Silenzio.
Aspettiamo qualche minuto. Nulla.
Aspettiamo ancora. Inutile. Non un segno di vita.
Ok, facciamo rientrare i gatti. Ed ecco che entrambi si dirigono verso il camino. Ma no ragazzi, tranquilli, ci saremo sbagliati, non c’è nulla dentro!
Ma invece l’atteggiamento della Koko è inequivocabile, sta cercando un modo per entrare nella canna fumaria, gira, salta, balla con la coda, fa il diavolo a quattro.. e ad un certo punto, ecco, lo sento di nuovo.
Ora non ho dubbi, ho sentito, oltre alle zampe, anche per un breve momento un rumore di ali, un battito di ali frenetico, un frrrrrrr forte e chiaro. Rimane ancora la possibilità del pipistrello, ma l’attuale orario diurno mi porta a pensare che si tratta sicuramente di un uccello, che, vai a capire come, è rimasto intrappolato lì dentro. A questo punto la mia ansia sta raggiungendo livelli di guardia, riesco solo a pensare che se non facciamo qualcosa subito il povero animale soccomberà.
Ma fare cosa?
‘Dai papà fatti venire in mente qualcosa, chi possiamo chiamare?’ ‘Non so figlia, cosa posso dirti, prova a guardare in internet, magari ci viene un’idea..’
Va bene, digito su google ‘uccellino intrappolato in canna fumaria’, e vengono fuori vari risultati, mi rendo conto che è una cosa più comune di quello che si possa pensare purtroppo, e tra gli altri uno mi sembra interessante: una signora residente in una qualche regione italiana non ben precisata ha chiamato i vigili del fuoco che ben volentieri sono andati a smontarle la canna fumaria ed hanno salvato ben tre uccellini!
Perfetto, li chiamo subito!
Sin dalle prime parole mi rendo conto che invece qui da noi un povero animale intrappolato non è certo una priorità. Anzi. Mi suggeriscono che al massimo, se proprio vogliamo il loro intervento, potrebbero venire a rompere la canna fumaria, causando ovviamente parecchi danni a tutta la struttura, ancora più ovviamente totalmente a carico nostro (senza alcuna garanzia per la salvezza della vita del volatile).
– Ma non c’è possibilità di smontare qualche pezzo senza provocare danni? Chiedo..
– No signora, noi se veniamo rompiamo.
– Ah, capisco. E non riesce a darmi un’idea su chi eventualmente chiamare che ci possa aiutare senza distruggerci il camino?
– No signora non saprei.. anche perchè lo spazzacamino mette dentro la canna fumaria una sorta di scopa, l’uccellino potrebbe restare ucciso..
– Certo, ha ragione.
– Però una cosa mi sento di dirgliela: probabilmente viene attratto dalla luce in cima alla canna fumaria, è lì che cerca di andare ma non ci riesce; provi ad aprire la botola del camino mettendo poi una luce abbastanza visibile all’uscita, così potrebbe rendersi conto dell’altra possibilità ed essere guidato da questa luce verso di voi, verso l’interno della casa.
Totalmente sfiduciata e scettica lo ringrazio e chiudo la comunicazione. Io che mi aspettavo un pronto intervento e pregustavo già la liberazione certa dell’uccellino.. Sono così delusa.
A questo punto non riesco a pensare ad altro che a quel povero esserino terrorizzato dall’altra parte del muro che si dibatte inutilmente per istinto di sopravvivenza e mi vengono le lacrime agli occhi, mi assale la disperazione perchè ho il terrore che così non riusciremo ad aiutarlo.
Ma questo è il momento di fare, non di disperare.
Metto via i gatti, apriamo la botola e piazziamo la lampada accesa dentro al camino. E con il fiato sospeso restiamo entrambi a fissare il punto in cui dovrebbe comparire la povera bestiola. Niente.. No dai, per favore, San Francesco, pensaci tu…
E mentre distolgo lo sguardo con il cuore in gola sento papà che dice ‘Eeeccoloooo, è uscito!!!!!’
Evviva, svolazza per casa, è meraviglioso!! Anche se terrorizzata e sporca, ci è sembrata in buona salute e perfettamente in grado di badare a se stessa. Si tratta di una passerottina, adulta ma tanto minuta e piccina.. è stato facile poi liberarla facendola uscire dalla porta di casa. Si è fermata un momento sul ramo dell’albero qui davanti a guardarci, come per dirci grazie, e poi è volata via.
E adesso mi sento di dire Grazie, grazie di cuore, grazie per questa felice conclusione della vicenda!! E grazie anche te Kokolata, che mi hai avvisata subito di quello che stava capitando, è tutto merito tuo se siamo stati così veloci!
Alla fine ho chiamato anche il vigile del fuoco per informarlo che la sua idea geniale aveva funzionato davvero e per ringraziarlo tanto per avermela suggerita!!!
Greta
Ps La Kokina oggi è ancora lì che se la dorme sulla poltrona attaccata al camino!
L'albero davanti la porta
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Animali, amici a quattro zampe

Chi trova un amico trova un tesoro dice il famoso proverbio, vero?

Perchè l’amore che porta nelle nostra vita un amico vero è una ricchezza fondamentale per il raggiungimento di una vita felice.

Fino a qua siamo tutti d’accordo.

Ma trovare un amico vero, questa è la vera difficoltà, direte voi.

E qui vi sbagliate.

Perchè il detto, non specifica bene quale “tipo” di amico occorre trovare.

Con quelli a due gambe della stessa razza della sottoscritta, ho avuto sempre difficoltà.

Ma vi siete mai soffermati un attimo a pensare che gli animali, i nostri amici a quattro zampe (o due zampe, o con le pinne, o come preferite voi!), possono essere altrettanto  importanti per arricchire di gioia e di amore e migliorare la qualità della vita di ciascuno di noi?

E noi possiamo regalare  loro una vita serena, creature che non parlano la nostra lingua, ma che sanno trovare sempre il modo di comunicare direttamente  ai nostri cuori.

Quando pensiamo di acquistare un cane o un gatto proviamo, prima di farlo, ad andare nei canili e gattili delle nostre zone.

Oppure facciamo un giro in internet per trovare i cuccioli che cercano casa.

O ancora, visitiamo, anche online, le associazioni di volontari che si occupano della protezione e della tutela per gli animali. Sarebbe meraviglioso regalare una splendida vita anche a quelli più sfortunati, che purtroppo sono rinchiusi da tempo nelle strutture, ed essendo ormai adulti hanno meno speranze dei cuccioli di essere adottati.

Prendere al canile o al gattile il compagno, che farà parte della nostra famiglia a tutti gli effetti, lo trovo un gesto estremamente nobile e civile.

Quando decidiamo di occuparci di un amico a quattro zampe, dobbiamo sapere che sarà per sempre e che non si tratta certamente di giocattoli per i nostri bambini, o, peggio ancora, per noi. Ma di esseri viventi che hanno bisogno di tante cure ed attenzioni.

Chi ama gli animali sa benissimo che essi sono capaci di restituire moltiplicato per mille, senza alcuna riserva, tutto l’affetto che regaliamo loro.

Io ho due gatti in casa, trovatelli salvati dalla strada. In realtà, in entrambi i casi, sono loro che hanno trovato me, non viceversa. E ringrazio sempre per aver deciso di tenerli, è una gioia quotidiana occuparmi di loro, ed essere oggetto del loro amore.

Anche il Cico, che ha due cani, uno preso dal canile, l’altro strappato ad un destino crudele di fame e di stenti, è senza dubbi un’altra persona che la pensa esattamente come me.

Ecco, in definitiva, l’amore che provo non dipende di certo dal numero di zampe che possiede chi amo.

Greta

brumykoko

Associazioni di volontari, elenchi di Gattili e Canili:

http://www.gattoamico.it/link/Gattili.html

http://www.prontofido.net/index.asp?action=05

http://www.legadelcane.org/provincia-di-pescara/

http://baumiao.forumcommunity.net/?t=24339502

 

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Filmati

Negli ultimi tempi metto spesso in tv filmati scaricati da YouTube, in cui si vedono mare e meravigliose spiagge deserte, si sentono le onde e al massimo qualche uccellino che canta.

Riesco a sentire persino il profumo della salsedine. Video stupendi per me: mi fanno sentire lì.

Cosa? Mi trovate ridicola, visto che abito a pochi minuti di macchina dalla spiaggia? E non ci vado mai?

Può darsi che abbiate ragione.

In effetti per una come me, che ha desiderato per anni e poi è riuscita ad andare ad abitare al mare, può sembrare un gigantesco controsenso.

O forse non lo è.

Fino a poco tempo fa vivevo in un luogo che ha un mare molto simile a quello di questi filmati.

Lì si trovano delle spiagge splendide completamente deserte anche d’estate. Avete mai provato l’emozione di essere al mare a fare il bagno da soli? Wow, che godimento!

E poi lì l’acqua è cristallina, trasparentissima. Delle più belle sfumature dell’azzurro e del verdino, per poi diventare sempre più blu verso l’orizzonte.

Ed il mare è fermo, piatto, liscio, per tutta la bella stagione. Ogni giorno così.

Calmo.

E questa calma vi entra dentro e la portate con voi per un bel pezzo.

In quasi tutta l’isola non ci sono costruzioni sul mare, al massimo qualche baracchino che finita la stagione viene smontato.

E sentite davvero solo il suono delle onde quando siete sul telo a prendere il sole. Al massimo qualche capra che bela sulla collinetta circostante. Ecco, forse anche gli uccellini, certo. No, non i gabbiani, che quelli non ci sono.

E non c’è turismo di massa, non affollamento, nemmeno in agosto, nella maggior parte dell’isola.

E non dovete mai lottare per un parcheggio.

…capite ora perchè non vado al mare di città qui da noi e preferisco guardarlo in tv?

Greta

 

 

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Mal di testa 2 (ovvero indigestione da cookie)

Al di là del terrorismo che in alcune sedi è stato fatto riguardo alla messa a norma sulla legge cookie, mi sento ormai di precisare un paio di cose, così, tanto per togliermele dal groppone:
– è possibile, sempre se ne avete voglia, inserire un banner a fondo pagina, con il quale avvisate i vostri visitatori della presenza tremenda di questi a dir poco antipatici oggettini (i cookie appunto) e che, se non vogliono che peste li colga, devono abbandonare ahimè immediatamente il vostro blog o come minimo almeno sciropparsi le vostre pagine di informativa per capire se è il caso di accogliere o meno  i suddetti  cookie nel loro dispositivo.
Il link alla pagina che gentilmente ha offerto la sua esperienza riguardo al banner, e dalla quale anche io ho preso il codice è questo: Footer che forse è meglio
E di questo e della sua eccezionale chiarezza ringrazio ancora una volta l’autore del suddetto blog.
–  il banner comunque è semplicemente a titolo informativo, noi non possiamo in alcun modo bloccare preventivamente i cookie, come richiesto invece dal Garante. E allora, caro Garante, perdonaci ma finchè il nostro mammo WordPress.com non ci regala un qualche strumento di qualsiasi tipo per soddisfare le tue direttive, ci spiace davvero tanto, ed il mio mal di testa lo può testimoniare, ma non sapremmo davvero che altro fare!!
– se credete che ‘aver compagni al duol scema la pena’ potete andare nel forum di WordPress dove trovate i commenti ed opinioni e soprattutto suggerimenti di tanti bloggers che si trovano nella stessa nostra situazione:
– ultima cosa, se anche a voi è venuto mal di testa, o di stomaco o di quello che preferite, qui ho una possibile soluzione per farvelo passare senza fare uso di farmaci!
ah, tanto per restare in tema,  quando entrate su YouTube vi beccate soquanti cookie!!!!
o se preferite guarigione emozionale
Greta
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Mal di testa

Buongiorno a tutti, anzi dovrei dire buongiorno a voi due, miei cari lettori!

Ebbene, stamattina mi sono svegliata storta, e sono qui per un duplice motivo: 1 – mi voglio sfogare un po’ e 2 – ci tengo ad informarvi di una simpatica cosa che riguarda tutti ma proprio tutti i titolari di siti web o di blog che siano, per quanto possano essere personali e/o assolutamente non a scopo di lucro. Sempre che la cosa non sia già arrivata alle vostre orecchie ed ancor meglio non abbiate già provveduto a mettervi in regola. In questo caso vi invidio un po’, potete stare tranquilli e non pensarci più almeno fino alla nuova modifica legislativa!

Ormai sul web non si parla d’altro… ed anche a me è arrivata una mail da un sito amico, diceva di stare attenti alle multe…… Subito l’ho presa come la solita bufala-rottura-di…… ma leggendo mi sono allarmata ed ho cercato subito di capirci qualcosa. Era già chiaro dalle prime righe che c’è da farsi venire il mal di testa.

Io l’ho capita così, ma non vi fidate di me, sto solo facendo conversazione. In basso vi lascerò un link di un articolo di un blog autorevole in materia, e vale la pena di leggere anche i commenti!

Insomma, si tratta dell’applicazione di due leggi collegate, la prima riguarda la privacy, la raccolta dati, e l’altra l’eventuale utilizzo di cookie da parte del sito o blog. In realtà non credo esista un sito che non fa uso di cookie tecnici perchè sono necessari per il funzionamento di tutta la baracca…. ad ogni modo, era già da tempo in vigore la legge europea sulla privacy (che impone a tutti i siti che raccolgono dati l’obbligo dell’informativa). Esempio, dal momento che abbiamo il modulo contatti e potenzialmente raccogliamo dati personali, oppure diamo la possibilità di iscriversi al nostro blog, dobbiamo fornire un’informativa ai sensi dell art 13 del codice della privacy. Credo che siano ancora pochissimi i blog e siti che si sono messi in regola.

Invece l’altra legge entrerà in vigore il 2 giugno ed impone a tutti, anche chi usa solo cookie tecnici (cioè tutti credo) di informare i propri visitatori di questo e di una serie di altre cose.. E il tutto si complica a dismisura, leggete per favore l’articolo che vi segnalo in basso, e la cosa diventa abnorme, direi roba da matti, perchè le multe sono a dir poco allucinantissime: si parte dai 6.000 euro!!!!!!

Ci sono servizi a pagamento che si occupano della messa in regola, i prezzi annuali non sono molto cari, anzi sono accettabili, ma dovete sapere ad esempio che tipo di cookie invia il vostro sito e soprattutto esserne sicuri. Oppure affidarvi alla loro assistenza ma non ho idea di cosa possa costare. Se poi avete un multilingua, la cifra va moltiplicata per il numero di lingue. Ah, naturalmente serve anche l’informativa per la privacy per ogni lingua, a pagamento anche quella tranne la prima che è gratuita. Beh in questo caso viene fuori una discreta cifretta, che naturalmente va pagata tutti gli anni!!

E poi c’è molto ma molto di più, come dicevo prima c’è da farsi venire il mal di testa. O di stomaco. O di quello che preferite voi.

Per concludere, e tanto per restare in tema, ci tengo a precisare che noi non facciamo assolutamente uso dei cookies di profilazione, quelli per colpa dei quali (credo) il garante ha fatto la famosa legge (io ho capito che sono quei cookie che ti fanno vedere dal nulla le pubblicità relative a qualcosa che tu hai consultato il giorno prima).

E che, poichè ci sono dei lettori che sono stati così straordinariamente gentili da iscriversi a questo nostro piccolo blog, noi non useremo mai in aclun modo i loro indirizzi email, nè quelli di coloro che commentano con tanto affetto i nostri articoli, nè di nessun altro che volontariamente abbia mai lasciato traccia per qualsiasi motivo del suo indirizzo qui da noi. Beh ragazzi, che dire, tanto per essere chiari, non credo proprio che informarvi di ciò sia sufficiente per evitare le multe, ma era bello dirvelo!

Un abbraccio a tutti voi due cari lettori, e questo è l’articolo che vi consiglio di leggere, ringraziando l’autore per la chiarezza e la competenza regalateci:

Adeguare il tuo blog alla nuova legge su Privacy e Cookie

Greta

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Auricolari

Sono cambiata, anche il mio modo di scrivere è cambiato. Non sento più la gioia o l’allegria di una volta nelle mie parole. Ho perso l’entusiasmo. Lo stupore. La meraviglia. L’ingenuità.
Da più di un anno si è appiccicata una patina scura sul mio essere. Mi si è incollata addosso tutta questa polvere. La trovo ovunque in me.
Strati accumulati di fuliggine di dolore.
Come incrostazioni di sale grigio sugli scogli.
Depositi di grasso intorno al cuore.
E questa triste corazza non mi fa sentire più forte nè più sicura. Anzi.
Mi appesantisce.
E mi fa guardare gli altri con strano sospetto.
Le rare volte che li guardo, gli altri.
Già, sento di aver perso qualsiasi interesse o curiosità nei confronti del prossimo, negli esseri umani.
Nessuna fiducia che domani o tra un mese o fra dieci anni o nella prossima vita mi stupiscano con qualcosa di positivo, per esempio ricominciando a rispettare la natura e tutti gli esseri viventi. Figuriamoci, spesso non siamo capaci di rispettare nemmeno noi stessi.
Ma c’è di più.
Non si tratta di una mera mancanza di interesse, quanto piuttosto di un’insofferenza profonda.
Un malessere inspiegabile mi coglie spesso quando per caso o per forza di cose mi trovo a dividere il mio spazio con altre persone, per lo più sconosciuti.
Esco pochissimo di casa. E mai senza gli auricolari. E la mia musica preferita, ovvio.
E così, puntualmente, mi ringrazio per averli presi, trovandomi ad esempio in una qualsiasi sala d’aspetto e sentendomi sollevata di poter evitare di ascoltare o peggio di essere coinvolta nel chiacchiericcio normalmente scialbo dei presenti.
Oppure, nel caos del supermercato, all’ikea o in luoghi dove si possa creare una fila più o meno lunga davanti alle casse, gli aggeggini si rivelano efficacissimi per difendermi dalle noiose inutili lamentele di quelli in coda. Come se per costoro aspettare due minuti che la cassiera faccia il suo lavoro sia una catastrofe irrimediabile che cambia la vita.
Anche quando, dopo una lontananza troppo lunga, mi trovo ad essere inevitabilmente calamitata dal mare, e mi concedo una passeggiata a riva, gli auricolari mi aiutano ad essere comunque sola come vorrei, sola con lui, per potergli confidare tutto quello che sento ogni volta che lo rivedo, il mare..
Indispensabili si rivelano poi anche in casa, quando, certamente troppo spesso, la vicina decide di sgridare una o entrambe le figlie. E lo fa sempre alla grande, non risparmia di certo la voce o gli improperi. Povere creature, costrette a subire una simile violenza verbale e psicologica. Le prime volte la pazza terrorizzava anche me oltre che le bambine. Nei primi momenti non potevo fare a meno di pensare fosse capitato qualcosa di tremendo, una disgrazia irreparabile. Ma dalle parole, anzi, a dire il vero, parolacce, si capiva abbastanza in fretta che, invece, si trattava solo di piccole e normalissime mancanze da bimbe, che venivano riprese però con rimproveri fatti a volume assurdo e con modalità esagerate anche per gli scaricatori di porto. Ho provato a far partire lo stereo ma, per coprire l’orrendo starnazzare, avrei dovuto alzare il volume talmente tanto che forse non mi sarebbe bastata tutta la manopola.
Ed invece, con gli ormai famosi auricolari, posso mandare su il volume finchè mi pare per entrare nella mia simil-pace, anche se l’insulso telefono ogni volta mi mette in guardia da imprecisati danni all’udito per aver aumentato a un valore al di sopra dei livelli di sicurezza…..
E sempre questi stessi attrezzi, gli auricolari, vengono in mio soccorso anche in caso di liti tra adulti, al piano di sopra. E non ne mancano. E non ne sono mai mancate.
E di sicuro, quando raramente viaggio in treno, la prima cosa che faccio dopo essermi seduta è metterli su. E pensare che una volta mi piaceva chiacchierare con casuali compagni di viaggio. Pensavo ci fosse sempre qualcosa da imparare nel confronto con altre persone, anche se superficiale e poco impegnativo come una conversazione da scompartimento.
Ma cosa voglio, e chi credo di essere, mi sento poi così superiore agli altri?
No, non è così, ci mancherebbe. Mi sento soltanto una che vuole essere lasciata per quanto possibile nella sua pseudopace.
So che mai più sarò come prima. E che non sarà mai più la stessa cosa. Nemmeno se decideremo di andare via di nuovo, e nemmeno se, un giorno lontano non so quanto, riusciremo a tornare a Cefalonia.
Ma comunque sia, per adesso, potreste per favore lasciarmi qui??
Greta
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zanzibar si 2008 096
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Tutto quello che… (Corralejo – Ultima Parte)

E adesso che c’è, perchè sto diventando così triste?

No aspettate un attimo, oggi no, non voglio esserlo.

Proviamo a concentrarci su quello che sento e che vedo in questo momento.

Che bella luce abbiamo qui oggi!

Uno splendido sole invernale, proprio come il nostro. Ma questo qui è caldo. I suoi raggi obliqui danno calore come da noi nelle belle giornate di fine estate. Sì ecco, ora che ci penso anche l’atmosfera sembra quella. E pensare che solo poche ore fa siamo scappati da un clima uggioso e tetro..

Ok godiamoci questi momenti!

corralejo

Ma cosa vedo??

Cico è già in acqua???

Un momento. Neeee.. Non scherzate! Non sono così temeraria! Se penso a quant’era fredda quella di Tenerife.. Brrr!! Cubetti di ghiaccio invisibili. Non si vedevano ma si sentivano, le mie caviglie se li ricordano benissimo.

E va bene, ho capito, non fate quella faccia, ora provo anch’io.

Ho i piedi a mollo, ok?

Devo confessare che, a parte l’impatto iniziale (ma io ho difficoltà ad entrare in acqua anche quando è come un brodo ad agosto all’una con il sole a palla che ti spacca la testa), non sembra poi così tanto fredda..

Come? No, no, non ci pensate, neanche per sogno!!

Ora me ne resto qui, buona buona, zitta zitta, voi non badate a me, pensate al cielo al sole al mare alla vostra canzone preferita…..

E va bene, ok, ok, mi butto, ma fatemi ambientare ancora un po’.. ecco, forse una mezz’oretta potrebbe bastare.. ma ops, un’ondina impertinente quasi mi ricopre con i suoi spruzzi!

Beh, ormai ci sono, il più è fatto, vediamo come si sta immersi in questo azzurro..

Mmmmmm.. Niente male!!

Solo pochi istanti però, non resisto più di tanto, nonostante l’acqua sia davvero invitante, limpida, trasparentissima, e di un colore meraviglioso!

Basta, ora non mi resta che correre su, sdraiarmi al sole, chiudere gli occhi, e, per adesso, giuro, è proprio tutto quello che vorrei!!!

A presto

Greta

corralejo

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Corralejo ..sogno o son desta?!

E ora vi chiederete com’è questa benedetta spiaggia!?? Finalmente mi deciderò a raccontarvi di questo luogo magico?!

Ebbene, immaginate un deserto di dune bianche che appaiono all’improvviso e che continuano ininterrotte per più di 10 km….. Uno spettacolo incredibile!

In più, le dune costeggiano un mare straordinario, che svela tutte le gradazioni del blu, cominciando dall’azzurro, dove l’acqua è bassa a riva, passando al turchese e poi al blu più scuro lontano verso l’orizzonte.

Un mare stupefacente!

In effetti mi sento un po’ ubriacata da tutta questa bellezza e non riesco a smettere di fare foto..

3

Sì devo riconoscere che questa è una delle spiagge più belle che ho incontrato nel mio cammino. Adoro questa sabbia bianca così sottile, deliziosamente piacevole tra le dita, dolce e gentile sotto i piedi.

Tanta.

Sembra infinita.

Distesa immensa di sabbia.

Deserto abbagliante.

Dune immacolate.

dune - corralejo

E poi il mare. Allegro e spensierato.

Mi guarda incredulo: non può essere che io non abbia voglia di parlare con lui. O di raccontare dei suoi colori, dei suoi profumi.

Della sua voce.

Mi è mancata per così tanto tempo..

E mi tornano in mente tanti altri mari che ho amato, e tante altre volte in cui sono rimasta, come adesso, qui ferma a guardare, senza fare niente.

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..e nel prossimo post troverete l’ultima parte di questa gita a Corralejo, Fuerteventura!

Greta

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Non possiamo avere fretta!

Bene, possiamo cominciare subito con la nostra esplorazione!

Oggi vi portiamo in quella che dicono sia la serie di spiagge più belle dell’isola di Fuerteventura, quelle del Parque Nacional Las Dunas di Corralejo!

Dalla nostra fermata-capolinea di Caleta de Fuste dobbiamo dirigerci verso la capitale Puerto del Rosario, per poi prendere un altro bus che ci porterà a Corralejo.

Non dobbiamo avere fretta!

Già.. il primo bus arriva con un po’ di ritardo. Poco male, siamo parecchio in anticipo sulla coincidenza. O almeno è quello che penso io.. Ecco, in realtà abbiamo giusto tre minuti tre in tutto per scendere da questo bus e montare sul prossimo, biglietti compresi, e si riparte!

A proposito, se vi capita di venire qui da queste parti, e vi garba risparmiare qualche soldino, dovete acquistare subito la tessera per l’autobus. Vi consente un risparmio di circa il 30 su tutte le corse. La tessera può essere usata anche da più persone e può essere acquistata e successivamente ricaricata direttamente sul bus dal conducente. Comodissimo!

Vorrei descrivervi lo spettacolo che ad in certo punto si presenta ai nostri occhi.. a dir poco entusiasmante.. Ma di questo vi parlerò tra poco.

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Riusciamo a sbagliare l’unica fermata che c’è all’interno del parco e siamo costretti a proseguire fino al paesino di Corralejo per poi tornare indietro con l’autista che, mosso a pietà dalla nostra evidente imbranataggine, ci risparmia l’ulteriore biglietto per la corsa aggiunta.las dunas di corralejo

Ed eccoci alla fine, siamo nel parco!

Forza, ora possiamo cimentarci in una bella luuunga passeggiata!

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Nuvole passano leggere sopra le nostre teste.

Il mare e’ calmo, piccole onde delicate spumeggiano verso la sabbia.

Un ritmo lento.

Dolce.

Musica soave per le mie stanche orecchie.

Qui non sento altro che il suono del mare.

Sì, ci sono molte altre persone, ma tutte a distanza minima di sicurezza.

Nessun irritante genitore che riprende a volume indecente i bambini, non musica a palla, e neppure gente che parla urlando per passarsi informazioni insulse, discorsi inutili, che non puoi fare a meno di sentire, e che nessuno ascolta..

Nessuno che ci smuove il sistema nervoso.

Non qui.

Non oggi.

E tantomeno ci disturbano i numerosi nudisti che, a sorpresa, troviamo da questo lato della spiaggia. Indisturbati e perfettamente a proprio agio, si mischiano con la gente normalmente provvista di costume.

Insomma qui é un po’ come a Formentera, ci siete mai stati? Nella maggior parte delle spiagge c’è massima libertà, chi vuole un’invidiabile abbronzatura integrale può prenderla tranquillamente ovunque. E chi si ostina a tenere su il costume può farlo e sfoggiare quello con altrettanta disinvoltura!!

…. continua…….

Greta

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Fuerteventura ci siamo

La mattina di buon’ora raggiungiamo la mini-stazione di Sassuolo per prendere il trenino dei pendolari che ci porterà a Modena. Arriviamo con un anticipo esagerato, ma si sa, io sono quella che preferisce arrivare mooolto prima del momento esatto della partenza prevista, piuttosto che farsi venire ansia e angoscia per il concreto rischio di perdere una delle coincidenze. Con conseguenze disastrose, poi, su tutte le successive tappe (ben tre).

Bene, dicevo, in questa vacanza solo mezzi pubblici, così, dopo il terzo treno, passiamo all’autobus e finalmente siamo in aeroporto.

Poco meno di quattro ore di volo e troviamo ad attenderci a sorpresa la super gentile ragazza dell’agenzia contattata in internet, Francesca.

Ecco perchè scriveva in un ottimo italiano, appena sento la sua voce al cellulare capisco: è sarda! Di Cagliari, ci conferma lei, è da due anni che vive qui con il moroso e per nulla al mondo tornerebbe alla sua vita di prima, al suo lavoro sicuro alle poste italiane, a Cagliari.

Eh, non sa quanto la capiamo!!

A Fuerteventura la prima cosa che ci entusiasma è l’aria leggera, dolce, una brezza fresca profumata. Che differenza con quella che respiravamo solo poche ore prima!

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In effetti il clima qui è assolutamente meraviglioso come in tutte le Isole Canarie, anche Francesca ci conferma che è come vivere in un’eterna primavera.

Ottimo, proprio quello che ci voleva!

La sistemazione nell’appartamentino ci soddisfa pienamente: c’è tutto il necessario per vivere comodamente, lavatrice compresa, ed un bel terrazzo per poter mangiare fuori e rilassarsi guardando il cielo. E che cielo!!

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Faremo tutti i nostri giri a piedi o con gli autobus, ormai è deciso. Ci siamo informati in internet prima di partire. Qui c’è una sola compagnia, la Tiadhe, che collega tutta (o quasi) l’isola. Abbiamo gli orari salvati in pdf sul cellulare, con tanto di capolinea, numeri degli autobus e tutte le tratte relative. E pure le piantine dei percorsi!!

Se vorrete, troverete la continuazione della nostra gita nel prossimo post!

Greta

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